Lauree migliori per trovare lavoro: in testa Difesa, Ingegneria, Medicina

Sempre più spesso lo chiamano pezzo di carta. Soprattutto se poi, una volta conseguito il diploma di laurea, non si trova lavoro. E allora il corso di studi universitario viene messo sotto esame per capire dove si crea l'imbuto lavorativo: se la scelta della facoltà a cui iscriversi può essere legata solo alle passioni o all'interesse dello studente o se, invece, deve seguire anche le regole del mercato del lavoro. Stando alle classifiche attuali, il corso con maggior possibilità di successo nella ricerca di un impiego è quello dedicato alla difesa e alla sicurezza, segue ingegneria elettronica. Quello meno redditizio? Psicologia, seguito da biologia. E il giudizio dei laureati, sul proprio corso di studi e sulla necessità o meno di iscriversi all'università per lavorare, non può che essere in linea con le aspettative rispettate o deluse dal post-laurea. A rivelarlo è uno studio dell'Osservatorio Talents Venture che, elaborando i dati di Almalaurea, spiega che i laureati in ingegneria elettronica non hanno troppe difficoltà a trovare un lavoro, visto che il 92% risulta occupato ad un anno dal titolo di studio, e di conseguenza solamente una minima parte di loro crede che sia possibile svolgere il proprio ruolo con un titolo non universitario. Tra gli studenti meno soddisfatti ci sono invece i laureati di psicologia e del gruppo geo-biologico. Si tratta di due percorsi che, ad un anno dalla laurea, hanno gli stipendi più bassi. L'Osservatorio sottolinea infatti che, al diminuire del tasso di occupazione, aumentano i laureati che hanno valutato come inadeguata la formazione professionale acquisita all'università. Qualche esempio: a fronte di un tasso di occupazione del 65% per i laureati del gruppo politico-sociale, il 60% di questi valuta la formazione ricevuta come inadeguata. Per i laureati del gruppo di ingegneria industriale il tasso di occupazione è pari all'87% e in questo caso solo il 39% dei laureati ritiene inadeguata la formazione ricevuta. Non solo inadeguata, c'è anche chi ritiene che il proprio corso di studi sia inutile per svolgere il lavoro scelto: si tratta di quasi il 40% dei laureati in psicologia. Per questo corso il tasso di occupazione è decisamente contenuto, pari al 45%, e così il 38% ritiene che, per lo svolgimento dell'attività lavorativa per la quale sono attualmente impiegati, non serva il titolo universitario.