Tony Topazio, il barbiere dei vip si racconta

Mezzo secolo al servizio di una professione che nasce artigianale e diventa arte. 50 anni di attività in quella che era una bottega di barbiere in via Mascagni ma che oggi è il tempio dell’acconciatura maschile. La leggenda narra che Antonio Ilardo, in arte Tony Topazio, sia stato proprio l’ideatore di questa definizione, più consona al segmento moda ma nel suo caso anche più affine alla sua straordinaria abilità. Da quando ha aperto nel 1969 la bottega al civico 39, “in questa zona era parcheggiata solo la mia auro”, ricorda, è cambiata la moda e gli stili. “Ma quello che non cambia mai – dice Topazio – è il gusto per l’estetica”. Domenico Rea amava fasi curare il taglio chiacchierando amabilmente, Maradona era uno abbastanza sbrigativo anche perché carico di pressioni, i tantissimi calciatori, professionisti e personaggi del mondo del jet set partenopeo, fanno parte della galleria dei ricordi di Topazio. “Tra i più belli – ricorda – un premio ricevuto a Parigi, un premio mondiale. Un premio nella patria dell’eleganza, nella patria di Figaro, dato a un acconciatore napoletano”. A festeggiarlo, insieme a centinaia di persone del quartiere, nel cuore di quel Vomero allo stesso tempo operoso e tradizionalista, anche l’ex Procuratore ed attuale Europarlamentare, Franco Roberti, l’editore Rosario Bianco, il primario Fulvio Calise e tantissimi altri medici e professionisti napoletani. “Mi chiedono spesso che consiglio darei a un giovane che voglia iniziare – rivela Topazio -. Beh credo che debba imparare a soffrire ed apprendere partendo da zero. Dalla gavetta. Solo così si può andare lontano”. Consigli che ha appreso il figlio, che attualmente dirige la scuola di taglio e acconciatura maschile e che ha dispensato ad alcuni allievi dell’associazione Arti e Mestieri, ai quali ha offerto l’opportunità di imparare i segreti di un mestiere di successo.