Reddito per 4 milioni di persone: il 13% andrà agli stranieri

In tutto 1.248.000 nuclei familiari, che corrispondono a circa 4 milioni di persone. Le famiglie formate da soli stranieri sono stimate in 154 mila e la spesa relativa ai benefici a loro destinati assorbe quasi un miliardo, ovvero il 13% delle risorse complessive. Con la relazione tecnica al decretone che avrebbe avuto il via libera della Ragioneria generale dello Stato, si chiariscono le platee di riferimento del Reddito di cittadinanza destinato a diventare operativo dal prossimo aprile. E sotto il profilo finanziario risulta confermato un piccolo ridimensionamento della somma assorbita per la sola erogazione delle prestazioni, pari per il 2019 a 5,6 miliardi. Altri fondi sono destinati al rafforzamento dei centri per l'impiego (480 milioni), alla coda di applicazione del reddito di inclusione (274), all'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (200) all'Inps per l'assunzione di personale (50) e ad ulteriori voci minori. Alla fine dunque i cittadini italiani o stranieri coinvolti nell'operazione risulteranno un po' meno numerosi rispetto a quanto annunciato in precedenza e confermato anche nelle comunicazioni seguite al Consiglio dei ministri della scorsa settimana. Il totale dei beneficiari veniva fatto coincidere con i circa 5 milioni di persone, (corrispondenti a quasi 1,8 milioni di famiglie) che secondo l'Istat si trovavano nel 2017 in situazione di povertà assoluta; cioè non erano in grado di sostenere la spesa di un paniere di beni ritenuti indispensabili. Già nelle fasi preparatorie il numero di famiglie era stato ridotto a poco più di 1,3 milioni e ora si assesta appunto a quota 1.248.000. Il numero di singoli individui coinvolti non è indicato direttamente nella relazione ma applicando la stessa numerosità implicita nelle bozze precedenti (3,17 persone per nucleo familiare) si arriva intorno a 3.950.000, dunque appena al di sotto di quota quattro milioni. All'interno della platea potenziale, che comprende pure gli anziani destinatari della pensione di cittadinanza, i nuclei composti da soli stranieri sono 241 mila ovvero circa il 20%. Da questo numero vanno però sottratti gli 87 mila stimati non in possesso del permesso di lungo soggiorno o del requisito di residenza nel nostro Paese da almeno 10 anni: si arriva così a 154 mila. Il peso della componente proveniente dall'estero non è sorprendente; proprio dall'analisi fatta dall'Istat risulta che l'incidenza di povertà assoluta in questo tipo di nuclei è pari al 29,2 per cento, contro il 5,1 delle famiglie composte da soli italiani. Per quelle miste, in cui c'è almeno un componente italiano, il problema dell'ammissione al beneficio non si pone visto che il reddito di cittadinanza viene chiesto da un singolo componente per tutta la famiglia ed i requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno vengono valutati solo in relazione al richiedente. Questo vuol dire che gli stranieri coinvolti nel reddito sono in realtà di più.