M.Arte - Lo spazialismo, il cambiamento del rapporto tra l’uomo e lo spazio circostante

L’Istituto Comprensivo “D’Aosta” di Ottaviano, ospita il progetto M.Arte, uno dei trentuno progetti a livello nazionale finanziati dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT, diretta da Federica Galloni con il programma nazionale “Scuola: Spazio aperto alla Cultura”. M.Arte è un percorso didattico multimediale pensato dall’architetto Marco Capasso della Capware Lab per introdurre gli studenti alla bellezza concettuale e provocatoria dell’arte del Novecento ma anche un modo per comprendere come sia possibile oggi comunicare il nostro patrimonio artistico attraverso le possibilità aperte dal digitale, M.Arte rappresenta dunque un laboratorio culturale nel quale esplorare e sperimentare i nuovi territori della creatività.

Movimento nato in seno a quello Informale, lo Spazialismo ha l’ambizione di ridefinire lo spazio artistico, non solo rifiutando, ma andando oltre i limiti della tela e della materia. Figura centrale è quella dell’italo-argentino Lucio Fontana, autore nel 1946 del manifesto del movimento, il cui proposito è così sintetizzabile: “vogliamo che il quadro esca dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro”. Operando buchi e tagli sulle sue tele, Fontana dimostra che l’opera d’arte non si esaurisce nell’angusto spazio di una cornice: come un astronauta dell’arte, spalanca dunque le porte dell’infinito. Altro importante spazialista fu l’americano Mark Rothko. Fortemente influenzato dall’ebraismo e dal precetto religioso di evitare la raffigurazione, ridisegna il concetto di spazio ed esperienza sensoriale con le sue enormi tele caratterizzate da grandi distese di colore, in cui lo spettatore può quasi immergersi.